HACCP
UNI EN ISO:22000
Siamo
stati contenti di vedere il vecchio schema HACCP sostituito dalla nuova
norma ISO, perché questa nuova norma porta anche questo settore
verso la concezione di “Organizzazione” con la O maiuscola
e non mancherà di spiazzare quelli che masticano poco dei concetti
di base della pianificazione aziendale.
La nuova norma infatti dà per scontato che l’approccio corretto
sia quello della PIANIFICAZIONE STRATEGICA che va a soppiantare la logica
della sola l’indagine dell’analisi del rischio che identificava
i Punti Critici di Controllo e si limitava a risolvere il problema a posteriori,
per integrarla con il concetto pianificatorio dei “programmi
di prerequisiti” (PRP) e dei prerequsiti operativi.
La nuova norma infatti parte dal punto giusto: l’analisi del pericolo
(non del rischio) che porta alla pianificazione dell’organizzazione
efficace e che elimina il pericolo e quindi il rischio di ritrovarsi a
combattere con un CCP. E’ un concetto tanto semplice quanto difficile
da vedere attuato in molte situazioni della filiera alimentare (tutta
la filiera a cui si rivolge la nuova norma).
Riportiamo ancora un passo del nostro vecchio sito per
comunicarvi che noi cerchiamo (e pensiamo di riuscirci) di essere i primi
nel percorrere le strade del miglioramento continuo in tutti i campi
“Noi della CMQ, quando lo stato italiano non aveva ancora ottemperato
alle prescrizioni di adeguamento ai regolamenti CEE (il 93/43) promulgando
la legge 155 del 25/5/97 avevamo già iniziato da un anno
ad occuparci della ISO 9002 di tre aziende alimentari: un amico proprietario
di un laboratorio per analisi ci aveva chiesto che cosa fosse ISO 9000.
Con molta semplicità ed umiltà siamo andati a scuola da
loro per capire che cosa fosse l'igiene alimentare. Loro con altrettanta
umiltà sono venuti da noi a capire cosa fosse questa organizzazione.
Ne è nata una squadra, che ancora una volta ci ha permesso di
definire metodi di analisi del tutto originali e di integrare le due
tematiche in una organizzazione coerente e completa delle aziende più
diverse (una azienda della grande ristorazione collettiva, un importatore
di spezie da tutto il mondo che le rilavora, facendone ricette personalizzate,
ed un'azienda che produce diverse tipologie di prodotti di cioccolato).
Un panorama completo e complesso che è stata una bella palestra.
Oggi sulla stampa specializzata leggiamo uno ad uno i problemi che noi
abbiamo già affrontato nel 1997. Ne siamo orgogliosi.
Purtroppo assistiamo anche a scempi fatti da associazioni di categoria
che hanno convinto i piccoli operatori dell'alimentare a frequentare un
corso, nel quale hanno spiegato che cosa vuole la legge 155 e poi hanno
rilasciato un bel diploma con i ghirigori, da appendere nel loro locale.....
e tutto il mondo è in pace!
Qui vogliamo sottolineare che organizzare acciaierie o bar è la
stessa cosa: basta aver presente il rispetto dell'UOMO, visto come Cliente,
come Operatore, come Fornitore.”
Che cosa fare per prepararsi secondo la nuova UNI EN ISO 22000?
Prima di tutto bisogna vivere con gli operatori i loro problemi per cercare
soluzioni semplici ed aggiungere il nostro modo strutturato di
vedere le cose, per farle accessibili e condivise a tutti quelli che operano
nella struttura.
L'analisi dei prerequisiti di filiera, richiama infatti la Best Practice
del Codex Alimentarius, come linea guida di condotto per progettare da
subito le caratteristiche del processo di trattamento, ancor prima di
vedere l’organizzazione attuale dell’azienda, tenendo presente
il concetto di pericolo, prima che di rischio associato.
La vecchia analisi di HACCP del rischio alimentare proposto dalla normativa
europea è molto ben strutturata: basta avere un po' di dimestichezza
con lo studio dei flussi dei materiali ed analizzare passo per passo il
percorso che fa il cibo, le persone e le attrezzature con cui esso viene
a contatto e per ognuno di questi contatti valutare i rischi di contaminazione.
Questa tecnica è certamente utilizzabile ancor oggi ma può
e deve essere preceduta dallo studio della migliore pratica per stabilire
i prerequisiti ed inquadrare il singolo problema nel più ampio
quadro di tutti gli agenti anche esterni all’azienda (gradini precedenti
e seguenti della filiera) che possono e devono influenzare le scelte operative
da fare nell’organizzazione di quel processo /fase sotto esame.
Una volta fatta questa analisi di prerequisito e del rischio (che hanno
tantissima analogia con le tecniche di analisi del rischio della sicurezza
sul lavoro della legge 626) è necessario definire strategicamente
la posizione da mantenere neri confronti degli agenti esterni e studiare
i metodi migliori per evitare le possibili occasioni di non sicurezza
alimentare e dare l disposizioni operative precise per evitare/azzerare
i rischi di contaminazione.
Detto così sembra facile, ma va tenuto presente che questa analisi
va fatta con uno schema mentale ben preciso e con metodi indagine che
fanno parte ormai della storia e della pratica consolidata della qualità,
come il Ciclo di Deming o PDCA e la prassi della schematizzazione e semplificazione,
per dare all'operatore un metodo da utilizzare tutti i giorni e tutti
i momenti del suo operare: il lavorare in sicurezza deve entrare
a far parte del suo DNA.
Oggi anche questa norma si è avvicinata anche formalmente
allo schema ISO 9001, prendendo in considerazione e comp’letando
opportunamente per questo settore tutti i punti della norma ISO 9001 di
base, mentre le vecchie procedure di gestione dell'HACCP erano
una particolare sezione delle prescrizioni contenute nei punti 7.5, 8.2.3
e 8.2.4 di un SGQ (oltre ad alcune procedure tipiche specialistiche) mentre
permane per la documentazione di registrazione dei controlli in ingresso,
dei processi, e finali l’importanza particolare per tanti scopi,
non solo tecnici.
Continuiamo a sottolineare che a maggior ragione il sistema ISO 22000
rispetto all'HACCP ha un il fortissimo e naturale legame anche
con il sistema ISO 14001 per la tutela dell'Ambiente, oltre che con la
base 9001 e la sicurezza dei lavoratori 18001: è quasi
impossibile fare l'uno senza imbattersi ad ogni più sospinto in
un tema di base degli altri.
E tutti portano diritti - diritti ad una analisi di efficienza
e di risparmio dei costi!; un solo esempio per tutto: nel lavaggio
degli utensili di una cucina con macchine automatiche (del nostro Cliente
della ristorazione collettiva), lo studio per la ottimizzazione dei consumi
di detersivo ed acqua ha portato a rivedere il sistema di trattamento
delle acque (ed il contratto di smaltimento con grossi risparmi) ed il
cambio del tipo di detersivo (con risparmi del 25%), oltre che a definire
i sistemi approfonditi di formazione del personale sulla sicurezza e metodi
di auto gestione della manutenzione.
Contattateci,
se avete avuto la pazienza di leggerci fin qui speriamo che abbiate due
minuti da dedicarci, il nostro metodo di lavoro spiegato a quattr'occhi
è più interessante. |