ISO 9001:2000

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Appena vista la bozza avevamo scritto tra l’altro, nella vecchia edizione del nostro sito Web, quanto di seguito:

"Ora la ISO 9001 sta per cambiare. E stanno facendo un polverone su questo cambiamento logico, un polverone che sa molto da business, perché, nuovamente, sono saltati fuori gli esperti che fanno corsi sulla vision 2000 facendoli pagare fior di bigliettoni per una mezza giornata di lettura ragionata."

A sette anni di distanza dalla sua uscita, assistiamo ad un progressivo disamoramento degli imprenditori perché, purtroppo, la situazione non è mai cambiata di molto.

Pochi fanno quello che suggerisce la norma:
lasciare stare la liturgia e organizzare veramente l’azienda.

Noi non siamo stati a dormire ed abbiamo continuato a preparare le aziende secondo la nuova norma; non è un errore la parola "continuato": infatti abbiamo continuato a rivedere le organizzazioni secondo la logica per processi, come abbiamo sempre fatto;


• Abbiamo continuato ad insegnare a ragionare con dati certi, a misurare l’efficienza dei processi e dei risultati economici dell’azienda mediante indicatori,

• Abbiamo continuato a parlare di gestione della soddisfazione del personale e dei fornitori.

• Non abbiamo continuato a parlare di soddisfazione del Cliente e ad inventarci metodi astrusi e bizantini di misura perché, per noi, è sottinteso che tutte le aziende ricerchino la soddisfazione del Cliente come linfa vitale della loro azienda.


Gli estensori della norma fanno bene, ovviamente, a parlarne con tanta enfasi, continuando la loro crociata per portare cultura manageriale in tante piccole e medie aziende che ne hanno sempre bisogno.

Adesso tutti si stanno riempiendo la bocca di questa soddisfazione e i soliti noti si stanno inventando i metodi più svariati per misurarla, come richiede la norma (gli estensori della norma hanno scelto un buon metodo per sensibilizzare gli imprenditori che, costretti a misurarla, se non altro la prendono in considerazione!.
Noi crediamo da sempre che la soddisfazione del Cliente sia la stessa ragione di vita dell’azienda: perché parlarne tanto?
Bisogna fare (organizzarsi bene): certo è giusto anche misurare e cioè cogliere con la massima attenzione i segnali del Cliente, espressi ed inespressi, coglierli in tutte le occasioni di contatto e da parte di tutti, ma non deve essere un’altra di quelle incombenze con cui affliggere il "Responsabile della Qualità"

…… E poi comportarsi di conseguenza: una volta misurata bisogna correggersi per migliorare!

Riportiamo ancora quanto detto nella vecchia edizione del nostro sito web, con qualche piccolo aggiornamento, per chiarire alcuni suoi aspetti che riteniamo fondamentali.

La norma UNI EN ISO 9001:2000 richiede che l’imprenditore migliori notevolmente i suoi sistemi di management, rispetto alla ISO 9001del 1994. In pratica richiede che l’azienda si doti di un sistema di lettura dei suoi fenomeni, cioè di un sistema di reporting che, con la tenuta continua degli andamenti di pochi indici aziendali, mantenga aggiornata la Direzione sulle evoluzioni e tendenze dei fenomeni principali e permetta di conoscere ad ogni istante il grado di raggiungimento degli obiettivi pianificati, altro che il riesame annuale da parte della Direzione! (annuale, perché era il minimo per la credibilità verso il certificatore ).

La CMQ ha sempre proposto ai suoi Clienti di introdurre un sistema di pianificazione e budgeting, anche nelle piccole aziende, con l’ attribuzione delle responsabilità e degli obiettivi, ovviamente corredati delle risorse per raggiungerli .
Questa si chiama anche managerialità diffusa a tutti i livelli. Abbiamo sottolineato la parola "ovviamente" perché spesso abbiamo trovato tra gli imprenditori il vizio di pretendere dai collaboratori di fare le nozze con i fichi secchi e altrettante volte abbiamo trovato collaboratori non in grado di pianificare le proprie attività e quindi non in grado di chiedere risorse, avendone misurato seriamente l’effettiva necessità.

Con un buon sistema budgetario si chiariscono bene le responsabilità di tutti; il riesame da parte della Direzione diventa quindi, automatico e la pianificazione diventa una cultura ed un attrezzo indispensabile per tutti i livelli della struttura.

La norma richiede che l’organizzazione dell’azienda venga fatta in una logica di processo: questo richiede che il cambiamento sia attuato da manager preparati e da consulenti seri, che sappiano analizzare il lavoro e che lo strutturino bene (soprattutto il processo informativo "orizzontale" che corre in parallelo al flusso fisico dei materiali)


Cosa significa ragionare per processi anziché per funzioni?


Bisogna considerare tutto il percorso di attraversamento dell'azienda e, sopratutto, bisogna occuparsi di facilitare il passaggio tra le funzioni: è li che nascono, di solito, i problemi.

Molte organizzazioni (che ragionano per funzioni) si limitano a definire bene le attività all’interno di ogni funzione, ma si dimenticano di definire bene la zona grigia di responsabilità che esiste nel passaggio da una funzione all’altra nel percorso, o "processo di attraversamento".

E’ qui che l’organizzatore deve focalizzare la propria attenzione.

E’ qui che la norma richiede di intervenire.

In questo senso la norma impone (senza scriverlo) che anche i certificatori siano degli esperti di organizzazione, infatti, per saper valutare la correttezza di un processo è necessario comprenderlo bene e con rapidità; non basterà più controllare che i moduli richiamati in una procedura (di funzione ) siano riempiti correttamente e poi firmati da tre o quattro persone.

Infatti la Vision 2000 non richiede più con prescrizione precisa certi formalismi a cui si erano subito ancorati i consulenti cartolai e gli ispettori burocrati: la definizione del livello di formalizzazione viene lasciata alla discrezione dell’organizzatore, che scrive e fa scrivere solo dove lo ritiene necessario per una buona e snella funzionalità.

Altra caratteristica fondamentale della Vision 2000, conseguente a quanto sopra, è l’integrazione tra le diverse norme e la congruenza con le linee guida, anche queste ridotte e razionalizzate: la 9001 attuale ha gli stessi capitoli della 9004 ed entrambe hanno la stessa struttura e capitoli della 14001:2004 (anche se anteriore di 4 anni (come sapete perché una norma veda la luce passa almeno un lustro!!. Ad oggi è gia molto avanti la nuova versione della 9001, che pare che finalmente prenda in considerazione la parte della gestione economica dell’azienda (contabilità industriale?: sarebbe ora!!).

Gia dal 1999, come al solito, abbiamo cominciato con le aziende più difficili: noi ci teniamo (e ci divertiamo!) a fare le cose nuove: vi ricordate la certificazione ISO 14001 di Jesolo?, bene!, abbiamo affrontato la preparazione alla certificazione di 20 studi professionali di ingegneria della provincia di Padova, tutti assieme (vedere la sezione dedicata delle news), con una iniziativa del tutto originale.
Infatti invece di andare noi in ogni singolo studio abbiamo fatto efficienza!: raggruppando tutti i titolari (e anche buona parte di ogni piccola struttura) per tre ore ogni venerdì nella sede dell’Ordine degli ingegneri, abbiamo discusso a fondo le problematiche comuni e peculiari di ogni studio e poi ciascuno faceva i “compiti di casa” durante la settimana: oggi circa l’85 % dei partecipanti è certificato ad un costo pari ad un ventesimo di un singolo progetto qualità

L’anno successivo abbiamo ripetuto il progetto con altri 17 studi della provincia di Treviso!


Queste aziende sono molto particolari: per il fatto che le prescrizioni dei punti 7.2, 7.3 e 7.5 sono così legate nell’unico processo principale di progettazione, gestione della commessa, e Direzione lavori, nel rispetto della complessa normativa cogente correlata, che la strutturazione stessa del manuale e delle procedure può essere fatta solo da chi ha lavorato, come il sottoscritto, per diversi anni nel campo.

Ora ho scritto, assieme a due colleghi che hanno partecipato al corso, due libri (editrice “Legislazione tecnica” ):


il primo (2005) intitolato “La Qualità negli studi tecnici professionali” (con CD rom che contiene in chiaro manuale e procedure di un sistema qualità per gli studi professionali )

Il secondo (2007) dal titolo "Efficienza negli studi tecnici professionali" riprende e approfondisce tutti i temi di buona organizzazione e sviluppa la parte del controllo costi e gestione commesse, (con CD Rom che contiene un efficace software per la gestione dei costi dello studio e delle commesse, elaborato da uno dei partecipanti, ing Padovan, e che ha ormai 5 anni di collaudo nel funzionamento quotidiano dello studio)


La norma del 2000 chiarisce molto bene cosa significa "pianificazione" nel senso di "progettazione strategica dell’azienda”: significa progettare l’assetto organizzativo e strutturale, le regole di comportamento (procedure) i sistemi di comunicazione (flussi informativi verticali e orizzontali) in modo sistematico. Significa progettare, misurare la "capability"di tutti i processi, non solo i vecchi "processi speciali" della ISO 29001) per essere davvero sicuri di averli sotto controllo, sapere cioè quale sia il loro grado di affidabilità.

La norma del 2000 parla di Sistema di Gestione per la Qualità: il Sistema Qualità, così come era stato presentato nella vecchia norma, sembrava una sovrastruttura da applicare sopra l’organizzazione (quante volte ho sentito dire: "ma questo modulo lo utilizziamo per ragioni interne, non riguarda il sistema qualità!") chiarendo definitivamente che Sistema Qualità e organizzazione dell’azienda sono la stessa cosa!

La norma affronta il più grande problema di un’azienda: il corretto rapporto Direzione-Personale. Tutti i consulenti cartolai lo sfiorano e basta!, anzi non ci si impegolano, perché è troppo pericoloso crearsi certamente dei nemici: il Padrone o i dipendenti!.

Qui si richiede il vero salto di qualità di tutta l’azienda: ben sapete che il successo dell’azienda passa innanzitutto dalla soddisfazione di chi ci lavora (tutti, non solo il Padrone!), ebbene, la Vision 2000 non si ferma all’addestramento, come la vecchia, ma richiede che la Direzione "pianifichi" anche la cura, la gestione ed il miglioramento della sua risorsa più importante: le Persone!

Noi diciamo che il rispetto della Persona è la base per ogni convivenza e poi si deve ricercare la soddisfazione di tutti i collaboratori con la stessa attenzione con cui si persegue quella del Cliente: né più né meno!.

Poi qualcuno fa notare che la norma non richiede più i formalismi delle 15 procedure per funzione, e ne richiede solo 5 (che poi in sostanza sono solo 3: non conformità, azioni correttive e azioni preventive, sono trattate solitamente in un’unica procedura). In realtà la norma lascia molto liberi, anzi passa tutta la responsabilità al Manager: lui solo sa dove intervenire con regole scritte e decidere che estensione e profondità debba avere questa formalizzazione, che dipende dal grado di maturità del personale e dall’attenzione del manager a codificare, unificare e semplificare le regole.
Certo questo ha spiazzato molti: Padroni, consulenti, ispettori, ma la vera cultura di organizzazione porta proprio a questo.

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